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Il blog degli studenti dell'IC Giovanni XIII di Pianiga – VE

NUOVI CONTRIBUTI SU SPORT E DISABILITA’

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ECCO NUOVI TESTI SULL’ARGOMENTO, BRAVI RAGAZZI!

SPORT E DISABILITA’

Il tema di riflessione sullo sport e la disabilità che la professoressa ci ha dato da svolgere per casa mi ha fatto pensare a tante cose.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che sono un ragazzino fortunato perché ho due braccia e due gambe sane che mi permettono di fare, andare, correre, saltare, nuotare, giocare, mangiare e abbracciare.

Se non potessi fare tutto ciò, all’ inizio mi sentirei diverso dagli altri ma non mi scoraggerei perché ho conosciuto una persona davvero speciale che mi ha insegnato a non fermarmi davanti a quel muro chiamato diversità.

Questa persona si chiama Pietro Martire, un ragazzo che vive in sedia a rotelle a seguito di una caduta in un campo da calcio.

E’  venuto una mattina nella nostra scuola a raccontarci la sua storia, una storia comunque brutta  perché non può più camminare ma altrettanto bella e commovente perché, da quell’incidente, lui è stato aiutato da tanti amici e persone ed è andato avanti senza fermarsi davanti alle sue mille difficoltà .

E cosi ha presentato la sua associazione “Oltre il muro”che si lega al progetto “Vuoi il mio parcheggio? Vuoi anche il mio handicap?” rivolto a tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXXIII  di Pianiga , al fine di farci riflettere sulla diversità.

Questo ragazzo mi ha colpito per la sua forza e il suo enorme coraggio che gli ha permesso di affrontare la vita senza abbattersi mai. Infatti, ci ha raccontato che dopo l’incidente  ha viaggiato molto, non è rimasto chiuso in casa perché non poteva più camminare.

La sua sedia a rotelle è diventata il suo paio di gambe , ha continuato a fare anche di più.

La seconda cosa che proprio mi ha fatto riflettere è questa: di fronte alle cose brutte o inattese che ci possono capitare nella vita, ciascuno di noi deve trarre fuori una forza maggiore per continuare ad amare la vita, perché la vita va difesa e rispettata, la vita è una sfida, si deve accettare.

Sicuramente Pietro c’è riuscito e ammiro davvero la sua grande forza nel vivere la sua disabilità affrontando la vita nella maniera più normale possibile.

Pietro è riuscito a vincere due medaglie importanti nella Venice Marathon ed è riuscito a fare diversi sport come: paracadutismo, calcio e tanti altri.

Ha trovato nello sport, come tante altre persone, gioia e felicità dimenticando le difficoltà e le frustrazioni.

Il grande impegno con il quale si è dedicato allo sport, lo fa sentire bene dimostrando a tutti noi che si può fare sport come lo facciamo noi, senza pregiudizi.

Io credo che si debbano superare non solo le barriere architettoniche ma soprattutto quelle mentali. Per queste persone si deve avere comprensione, le differenze tra noi e loro si devono annullare.

Solo così si potrà andare “oltre il muro”.

Giacomo

 

OLTRE OGNI LIMITE

Molte persone in tutto il mondo hanno la possibilità e la fortuna di poter praticare uno sport; lo possono scegliere secondo i loro gusti,e praticandolo si divertono e possono conoscere persone nuove con cui possono condividere la passione per quello sport. Con esso possono avere molte soddisfazioni, gioie e vittorie, talvolta anche delusioni e sconfitte, ma comunque senza mai abbattersi possono far crescere e maturare la loro passione. Altre persone, invece, non hanno questa possibilità o per lo meno non tutti … alcuni per problemi economici, altri non perché lo hanno scelto loro, ma per un “problema” fisico che hanno dalla nascita o che si sono procurati facendo delle brutte cadute … queste persone sono disabili e la maggior parte delle volte essi sono costretti a stare per sempre su una sedia a rotelle. Secondo me le persone disabili non sono diverse o inferiori agli altri, anzi, forse sono anche migliori da un certo punto di vista, perché loro sono sempre riusciti a convivere con questo loro disturbo, non si sono mai arresi nonostante le difficoltà fossero molte, hanno fatto molta più fatica di altri soprattutto ad integrarsi con la società. Infatti molte persone pensano che per questo loro problema bisogna emarginarli o trattarli male, ma non mi sembra affatto giusto, anzi dovremmo impegnarci ed aiutarli a rendere la loro vita più “semplice”. Alcune di queste persone penso che abbiano una forza di volontà insuperabile. Infatti queste persone sono state in grado di crearsi una vita convivendo quasi alla perfezione con la loro disabilità, senza farlo troppo pesare né a loro stessi né alle persone a loro più vicine. Molti di loro sono diventati quasi del tutto indipendenti e sono riusciti anche a fare delle esperienze sportive, provando per esempio il paracadutismo, rafting ecc. e per questo penso che tutte queste persone che la vita “non ha visto proprio di buon occhio” abbiano il diritto di essere trattate proprio come tutte le altre, anche perché credo siano persone formidabili!

Nicole

COSA PENSAVO PRIMA E DOPO DEI DISABILI

Fino ad un po’ di tempo fa, io pensavo che tutti i disabili fossero chiusi dentro una “prigione”, cioè che fossero destinati ad essere in carrozzina e non potessero far niente.                

Dopo l’incontro con Pietro Martire ho capito tantissimo sulla disabilità e sul rispetto per queste persone che soffrono.  Ho capito anche che a volte queste persone possono fare più cose di noi.

 Sapevo già qualcosa sulla disabilità, perché c’è mia zia che lavora con i diversamente abili, ma non sapevo proprio tutto.   

Dobbiamo imparare a portare rispetto perché a noi non sembra difficile la vita che fanno, perché non ci abbiamo mai provato.             

Dobbiamo anche aiutarli a dimenticare la sofferenza.        

Adesso mi sento diversa e sono cambiata; non è che perché loro sono disabili debbano essere trattati diversamente.                             

Basta pensare che molte persone disabili praticano tanto sport, a volte più di noi.     Con l’aiuto di un partner possono fare di tutto, che siano: ciechi, in carrozzina,…           

Secondo me è giusto che si costruiscano strutture adatte ai diversi problemi, così tutti possono sicuramente divertirsi.                     

Una cosa è certa: siamo tutti uguali!

Anna

SPORT E DISABILITA’

Di sicuro vi sarà capitato di incontrare una persona in carrozzina e avrete pensato che siano sfortunati: secondo me non è così, infatti io ho conosciuto una persona a cui si erano paralizzate le gambe durante una partita di calcio, che per lui era tutta la sua vita, e si è reso conto di cosa provano le persone che si trovano nelle sue stesse condizioni, ma non si è perso d’animo e ha cominciato a girare il mondo e a praticare nuovi sport come paracadutismo o corsa. Per quest’ultimo sport ha dovuto procurarsi un’apposita bicicletta fatta apposta per lui ma che costava più di una bici normale e quindi ha organizzato un torneo di calcio per raccogliere i soldi; pensate che ha corso alla maratona di Venezia ed è riuscito a vincere, ed ha fondato un’associazione che si chiama “OLTRE IL MURO” che serve per aiutare le persone disabili.

Ci sono molte altre storie su questo argomento, come quella di Stefano e Samanta, due ragazzi di Budrio, un paese in provincia di Bologna, che anche se erano in sedia a rotelle hanno coltivato la loro passione per la danza, diventando campioni regionali.

Quindi il mio consiglio è questo: la prossima volta che vedete una persona disabile, prima di giudicarla sfortunata, ascoltate le loro storie e capirete che anche loro possono vivere normalmente e a volte anche meglio degli altri.

Giacomo

 

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Written by paolapigozzo

18 marzo 2013 a 15:52

Pubblicato su cazzago, sport

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8 Risposte

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  1. molto belli

    cristian nalesso

    18 marzo 2013 at 17:23

  2. sta zitto iuventino

    Stephan El Shaarawy

    6 aprile 2013 at 21:13

  3. ahahahha

    anna 1d

    8 aprile 2013 at 20:55

  4. Che geni………hahahaha:)

    Sara C. :)

    9 aprile 2013 at 20:27

    • almeno scrivi che classe frequenti e in che plesso Ehhh tanto che parli…

      SAMUELE 4 B primaria pianiga

      13 maggio 2013 at 17:49


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